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La vita culturale, libri e film.

Ignorata dai grandi flussi turistici, si è trasformata
già tempo fa in meta segreta dell’avanguardia dei viaggiatori: artisti, scrittori ma anche pittori, fotografi e cineasti si sentono sempre di nuovo ispirati dall’isola
e la fanno diventare parte delle loro opere.

Già agli inizi dell’era del turismo, Procida era palcoscenico, se non protagonista, di un romanzo.
Nel 1849 lo scrittore Alphonse de Lamartine
scrisse “Graziella” (opera del periodo romantico ed abbandona di descrizioni entusiastiche delle bellezze naturali dell’isola e del suo mare).

Una volta all’anno si ricorda il grande romanzo con l’elezione della Grazielladurante la quale si presentano le giovani dell’isola in costume tradizionale.

Cent’anni dopo Procida raggiunge di nuovo fama internazionale con un libro.
Elsa Morante pubblica nel 1957 “L’isola di Arturo”, la storia di un’adolescenza.
Il ragazzo Arturo passa a Procida un’infanzia felice, la quale trova la sua fine
con le prime disillusioni della vita. In “L’isola di Arturo” Procida è il luogo dell’innocenza e della leggerezza che alla fine va lasciato per affrontare la
crudele realtà dell’età adulta. 

Negli ultimi anni soprattutto il borgo dei pescatori della Marina Corricella ha
attirato registi italiani e stranieri. Tra i film ambientati alla Corricella ci sono
“Il postino” con Massimo Troisi e “Il talento di Mr. Ripley” con Matt Damon.



 
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